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mercoledì 17 luglio 2013

Come essere liberi

Come definire la follia se non guardando negli occhi di chi ti vuol bene.

Come definir quelle parole che spingono spontaneamente a scegliere di tacere quando un sol grido vorrebbe spazzar via ogni dubbio dalla mente.

Muto e sereno, alzando gli occhi al cielo in un contesto cangiante sotto nuvole terse e un vento nascosto, vanitoso e debole; ricorda sua presenza sull'afa che soffoca la giornata.

La definizione è il contraddittorio della realtà e gioia della trasformazione. Cercare di sfuggire ad essa è il principio di un futuro ineluttabile dove la coscienza prende il sopravvento sull'esteriorità padrona.

In definitiva, il futuro è il presente che ci impegniamo a dimenticare ogni giorno, la realtà nascosta alla coscienza e la sofferenza scudo della paura.

Torniamo ad essere liberi assaporando la paura della caducità.

martedì 18 giugno 2013

Grandine e sogni

Grandine e sogni si infrangono sull'asfalto senza avvisar nessuno.

Eppure accade ogni giorno,ora, minuto, secondo, di essere sorpresi senza alcun motivo valido.

Ci sorprendiamo soprattutto degli eventi che sappiamo accadranno un giorno.Tutta colpa delle speranze meschine nascoste dietro ombre accattivanti di un futuro troppo spesso sottovalutato.

Il presente guarda indietro con il suo sacco in spalla e non riesce a bloccare tutte le lacrime. Il sentiero sarà bagnato ma la luna distratta non se ne avvede baciando i suoi passi, la sua strada.

Grandine e sogni sono infranti sul sentiero bagnato mentre si avanza con lo sguardo rivolto all'indietro. Ottimo viatico per poter solo migliorare.

giovedì 13 giugno 2013

Ali grandi e forti per volare

Un cuore troppo grande.Un cuore troppo fragile.

Quella maledetta mattina l'odore dei cornetti non aveva il diritto di confondersi a tanto dolore. Non avevano sapore per quell'angelo che ritornò al posto che gli competeva. Se le nostre azioni hanno un minimo significato su questa terra allora ridacci quel sorriso Checco.

 Lo rivogliam indietro perché ci spetta di diritto come ci spetta quell'amore che a modo tuo spargevi senza cambiare quello sguardo da duro e da bambino sperduto allo stesso tempo che credeva all'importanza della condivisione.Virtú che dava sempre piú forza alle grandi ali che tutti vedevano.

Forse erano abbastanza grandi per quella stazza imponente e generosa.
Forse sono cresciute troppo in fretta come d'altronde racconta la tua vita.
Forse inutile porsi domande ma accettare il fatto che sarai sempre con la tua grossa risata accanto a noi, ad aiutare un amico o uno sconosciuto, perché forse poco importava chi fosse.

Vacci piano lassú e pensa che le lacrime che vedi quaggiú sono solo il prodotto di tutto il bene e l'affetto che hai portato per gli altri con te.

lunedì 10 giugno 2013

Confessioni dalla catena di montaggio

"Nella catena di montaggio costruisco il vostro mondo. Vi suggerisco quando bere la vostra prima birra, amare la vostra prima donna e comprare la vostra prima autovettura.

Riesco ad andare anche molto più lontano. Costruisco i vostri bisogni e quindi sono io, con altri colleghi della catena, il padrone dei vostri sogni. Delle vostre più recondite e false voglie. Gli stolti seguono tra loro le code e hanno smesso da lungo corso di porsi questioni perditempo. Quelle domande infatti farebbero perdere molto del mio tempo a rispondere per convincerli, per l'ennesima volta, che essere schiavi è il modo più sicuro che hanno per essere felici. Fortunatamente sono degli smemorati che han dimenticato da tempo cosa davvero significhino le parole libertà e bonheur.

Governare il mondo è un lavoro a tempo pieno che richiede tutta la vita per essere ben gestito. Ho una vita e milioni di altre da sacrificare e quindi non mi pongo quesiti inutili quesiti ai quali la risposta è altrettanto scontata e sbagliata."

Tra i venti e i cinquant'anni dopo.

"Oggi è il mio ultimo giorno nella catena di montaggio. Proprio lì, dove fabbricavo sogni e libertà, qualcosa è cambiato. Oggi, fin troppi pensano che la libertà possa essere gratis e che i sogni non abbiano prezzo. Oggi, troppe onde sul mare e nuvole addescano piccole vittime indifese strappate al tepore delle catene. La poesia ha conquistato il potere distruggendolo, amandolo e divorando chi lo proteggeva.
Domani io non ci sarò più e di me non resterà che l'umiltà di aver voluto un mondo in catene e libero di essere felice di fronte a qualcosa di cui, precendetemente, non ha mai avuto bisogno per regalarsi un sorriso.
Godetevi questa vittoria perchè noi torneremo. Stappate lo champagne sulle mie ultime maledizioni perchè la luna rende omaggio anche a chi, come me, non ha avuto paura di imprigionarvi e darvi da mangiare la vostra dose giornaliera di felicità senza mai esagerare. Vi auguro buon appetito ma attenti alle indigestioni."

mercoledì 22 maggio 2013

Il cecchino di cuori

Le mie vittime non hanno nome, nazionalità e vergogna.

Si trascinano storditi in strada senza bussola né tepore in cerca di un marciapiede non troppo sporco per poter ancora tirare a campare.

Miro con la calma e la cravatta che mi rappresentano senza esitare.

Come il sole e il vento mi lascio trasportare dalle mie sensazioni ogni volta che una delle mie vittime muore e mi lascia in eredità un grammo di mondo migliore in meno.

Il mio mestiere, di pubblica utilità, serve a porre fine alle loro sofferenze. Vite di senso svuotate e violentate dal mondo. Un mondo più crudele di me che li sfrutta fino a snaturare il loro senso e lasciarli sanguinanti e vaganti.

Se un giorno si sveglieranno io non sarò più utile e lascerò questa terra e il mio ruolo con piacere e lacrime.
Se loro, le mie vittime, si ribelleranno anche io sarò redento poichè parte di quella crisi che portò al risveglio, al cambiamento, alla nuova era assiale piena di dolore e di autentico calore.

martedì 14 maggio 2013

Come potrebbe essere e non sarà

Ci si guarda sempre in uno specchio e si intravede attraverso il riflesso degli occhi il risultato del passato in essere nel presente.
Una luce più o meno luminosa o fioca, una speranza che lenta attraversa i tuoi pensieri con una birra in una mano e la tua vita nell'altra.
Gentilmente la ignori considerandola sana e vegeta anche dopo morta.
Sarà che ti basti vederla solo in foto per immaginarla ancora con la sua mano accarezzandoti il viso e sfiorandoti il naso col suo. Preludio di un dolce tepore.
Un abbraccio d'inverno con vittime gocce di pioggia.
Tutto questo prima della brezza che alla realtà era avvezza. Senza il velo, senza codardia nè coraggio, ti rimetti in fila perchè tu possa ancora immaginare, sognare come potrebbe essere e non sarà.

domenica 28 aprile 2013

Pance vuote

Giustificare la violenza è difficile come giustificare lo scroscio dell'acqua sugli scogli.
Il meccanico effetto di cause a monte sconosciute ma che sono fin troppo chiare ci guidano verso quella che pensiamo essere la verità.
Siamo in un mondo veicolato.Ognuno cerca di indirizzarci dove più lo aggrada per gli sporchi comodi di pochi. Vorrei un mondo dove gli sporchi comodi fossero condivisi e della maggiorparte. Il problema non è chi guida ma chi si fa guidare nel bosco delle mezze verità e mezze pezze inzuppate di benzina.
Tre fiammiferi scriveva Prévert.
I mal di Pancia sono amplificati quando esse stesse sono vuote. A volte bisogna non giustificare gli atti tragici ma far assumere le colpe a chi è la causa di meccanismi di cui il fine e la fine sono evidenti dal principio.
Alziamola quella maledetta testa. Malediciamo il cielo ma non dilmentichiamo chi ci guida e ci riduce al lumicino della dignità.Ebbene si, la dignità.Quellla sconosciuta nelle camere del potere.
Uniamoci affinchè il grido sia più forte delle pance vuote perchè altrimenti il resto non sarà pilotabile ma prevedibile.